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Bhaktī
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mwbwBhaktīcite-ref-1[1] (mwdain sanscrito mwdqभक्ति) nell'mwdgIndia indica l'aspetto mwdwdevozionale della mweafedecite-ref-2[2] in una divinità personale o anche un mwfqmaestro spirituale, caratterizzato spesso da una partecipazione emotiva intensa e totalizzante. "La via della bhakti" (mwfgbhaktimargacite-ref-dalla-3-0[3] o anche mwgwBhakti Yoga) è, in molte di queste tradizioni, uno dei mezzi per ottenere la liberazione (mwhamwhqmokṣa).cite-ref-4[4]
Contents
• Note
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Aspetti etimologici
La radice del termine mwjqbhakti è mwjgbhaj, dai molteplici significati, quali ad esempio: distribuire, dividere, donare, possedere, praticare, coltivare, adorare, amare.cite-ref-5[5]
Storia dei movimenti devozionali
Il termine, mwqwbhakti, sembra però già fare la sua apparsa in una mwramwrqUpaniṣad del periodo medio, la mwrgmwrwŚvetāśvatara Upaniṣad (IV-II secolo a.e.v):
(sanscrito)
«yasya deve parā
bhaktir
yathā deve tathā gurau - tasyaite kathitā hy arthāḥ prakāśante mahātmanaḥ prakāśante mahātmanaḥ»
(italiano)
«Colui il quale possiede la massima fede [
bhakti
] nel Dio, e come nel Dio così ha nel
guru
, per costui splendono le verità qui esposte, per costui il quale è un Grande Spirito.
Oṃ! Tat sat. Oṃ!
»
(Śvetāśvatara Upaniṣad, VI, 23; citato Upaniṣad antiche e medie, a cura e traduzione di Pio Filippani-Ronconi, riveduta a cura di Antonella Serena Comba, Universale Bollati Boringhieri, Torino, 2007.)
L'accademico britannico mwtgGavin Floodcite-ref-8[8] ipotizza che, comparendo il termine proprio nell'ultima strofa, possa però trattarsi di un'interpolazione successiva. Flood prosegue mettendo in evidenza che comunque il testo presenta più passi nei quali è possibile cogliere il ruolo della mwuwbhakti, anche se il termine non è espressamente utilizzato.
È però presso la cultura mwvqtamil che la mwvgbhakti (in mwvwlingua tamil: mwwaபக்தி) si sviluppa da semplice concetto a movimento religioso vero e proprio. A contribuirvi in maniera decisiva sono la tradizione della poesia amorosa (già delineata in India meridionale nei primi secoli e.v.) e il culto popolare di Murukaṉ, divinità dell'amore e della guerra al contempo. Nei culti del Tamil Nadu sussistevano elementi che si ritrovano anche nel culto del dio greco mwwgDioniso: a officiare le cerimonie erano sacerdotesse che venivano "possedute" dal dio e danzavano in estasi. Nelle epoche successive Murukaṉ finì per essere assimilato a mwwwSkanda, figlio di mwxaShiva nella mitologia.cite-ref-9[9]
All'incirca nel III secolo la figura del dio mwygKrishna comincia a diffondersi nell'India del Sud, incontrando questi movimenti devozionali col risultato di un allargamento e accrescimento della devozione quale movimento di larga diffusione che avrebbe poi influenzato anche l'India del Nord. Siamo nel VII secolo circa, e la devozione trova espressione letteraria nella poesia dei mwywNāyaṉār, tradizione poetico-religiosa shivaita, e soprattutto nei canti devozionali degli Āl̥vārcite-ref-10[10], tradizione vishnuita.cite-ref-11[11] Così si esprime il poeta e musico tamil Appar (VII sec.)cite-ref-12[12]:
«Che ragione c'è di cantare i Veda? Capire i Commentari? Praticare quotidianamente la legge morale? Imparare un
Anga
o tutti e sei? – Portare il Signore nel proprio cuore, questo solo procura la salvezza.»
(Appar; citato in Louis Renou, L'induismo, traduzione di Luciana Meazza, Xenia, 1993, p. 60)
Il mwdamwdqBhāgavata Purāṇa (X secolo ca.), testo fondamentale del vaishnavismo, scritto in sanscrito ma composto nell'India meridionale, è stato molto influenzato dalla letteratura devozionale, e a sua volta finì per influenzare la letteratura mwdgsanscrita devozionale dell'India del Nord, soprattutto nel mwdwBengala.cite-ref-13[13]
Ed è proprio nei mwfqmwfgPurāṇa, testi di carattere mitologico, cosmologico e celebrativo composti in un arco di tempo che va dai primi secoli dell'era attuale fino all'epoca moderna, che la mwfwbhakti trova la sua espressione letteraria compiuta. L'indologa francese mwgaMadeleine Biardeau ha definito i mwgqPurāṇa «l'universo della mwggbhakti»cite-ref-14[14], nel senso che il mwhwteismo successivo al periodo mwiabrahmanico è qui evidenziato e "narrato" soprattutto nel suo aspetto devozionale. mwiqShiva, mwigVisnù e le mwiwDevī sono le divinità principali cui è rivolta questa devozione.
La mwjqbhakti era altresì presente nelle tradizioni mwjgtantriche dell'India del Nord, non come movimento o cammino come successivamente inteso, ma come elemento del culto in generale. Nella letteratura relativa un esempio di devozione fra i più remoti è quello del filosofo e mistico kashmiro mwjwUtpaladeva (X secolo) coi suoi mwkaInni a Shiva (mwkqŚivastotrāvalī)cite-ref-15[15].cite-ref-16[16] Così riassume l'indologo francese mwmgAndré Padoux:
«Una volta superato il
vedismo
, l'India religiosa è diventata innanzitutto devozionale: la
bhakti
ha potuto acquisire alcuni tratti tantrici, ma è stato in particolar modo il mondo tantrico a essere connotato dalla devozione.»
(André Padoux, Tantra, traduzione di Carmela Mastrangelo, a cura di Raffaele Torella, Einaudi, 2011, p. 181)
Ma il testo più noto e determinante per l'affermazione della mwnqbhakti è la mwngmwnwBhagavadgītā ("Il canto del Signore")cite-ref-17[17], poemetto estratto dalla grande epopea del mwpamwpqMahābhārata. Nel discorso che il dio mwpgKrishna fa al condottiero mwpwArjuna prima della battaglia di Kurukshetra, Egli elenca le varie strade della liberazione ponendo l'accento sulla mwqabhakti:
«Colui che, fra i devoti, spiegherà questo mistero supremo, praticando la più alta devozione, quelli giungerà a me: è una certezza. Fra gli uomini, nessuno lo supererà nel compimento di opere che mi sono care e sulla terra nessun altro mi sarà più caro di lui.»
(Bhagavadgītā XVIII, 68-69; a cura di Anne-Marie Esnoul, traduzione di Bianca Candian, Adelphi, 2011, p. 172)
Successivamente, mwqwRāmānuja (1017–1137), mwraJayadeva (XI-XII secolo), Vallabhadeva (XV secolo), Rūpa Gosvāmin, Jīva Gosvāmin (morti entrambi nel mwsa1591) e mwsqJagannātha Paṇḍitarāja (1590 circa-1665 circa) sono fra i più noti pensatori che espressero, anche in forma poetica, i contenuti e gli obiettivi della mwsgbhakti.
La bhakti e le sue espressioni
Così lo storico delle religioni francese mwvaLouis Renou definisce la mwvqbhakti:
«Partecipazione affettiva dell'uomo al divino, fede amorosa, devozione emotiva che si manifesta con un desiderio appassionato di unione con il Signore, con un abbandono alla volontà divina, con una sottomissione al Signore e agli altri maestri che facilitano l'accesso presso di Lui.»
(Louis Renou, L'induismo, traduzione di Luciana Meazza, Xenia, 1993, pp. 59-60)
L'accademico mwwaGavin Flood mette l'accento sulla differenza con le altre strade della liberazione: la mwwqbhakti ha sempre privilegiato la sfera emotiva rispetto a quella della conoscenza (mwwgmwwwjñāna). Alla ricerca di un mwxabrahman trascendente e astratto, la mwxqbhakti preferisce una rappresentazione personale del divino, la venerazione e l'adorazione, sia nelle forme mwxgrituali che mwxwmistiche.cite-ref-18[18] La mwzabhakti è un'esperienza molto personale, per cui non poche tradizioni finiscono per rifiutare il culto templare e i movimenti istituzionalizzati.cite-ref-19[19]
Il mistico indiano mw0gSwami Vivekananda (1863 – 1902) mette in evidenza il fatto che la mw0wbhakti è amore puro per Dio, non condizionato cioè all'ottenimento di una ricompensa, in questa vita o dopo la morte: la mw1abhakti non è chiedere a Dio qualcosa, ma donarsi partecipando il divino in ogni attività del quotidiano.cite-ref-20[20]
Il mw2gmw2wBhāgavata Purāṇa, di cui si è già accennato, classifica nove forme di espressione della mw3abhakti: mw3qśravaṇa, l'ascolto dei nomi e delle gesta di Dio; mw3gkīrtana, il canto degli stessi; mw3wsmaraṇa, la ripetizione mormorata o mentale degli stessi; mw4apāda-sevana, l'asservimento ai piedi di Dio; mw4qarchana, la pratica cultuale, espressa a sua volta in sedici componenti (mw4gṣoḍaśopacāra)cite-ref-21[21]; mw5wvandana, la reverenza; mw6adāsya, la sottomissione; mw6qsakhya, il rapporto amichevole; mw6gātma-nivedana, l'offerta totale di sé stessi a Dio.cite-ref-22[22]
Una delle più conosciute forme della mw-qbhakti in occidente è quella proposta dal movimento mw-gHare Krishna e dai movimenti Gaudiya Vaisnava in genere: il coinvolgimento emotivo tra devoto e Dio è del tutto personale, intimo, ed escludente qualsiasi forma d'intermediazione sacerdotale: è espressione amorosa che si trasmette reciprocamente tra uomo e Dio. Gli Hare Krishna si rifanno agli insegnamenti espressi nella mw-wmw-aBhagavadgītā.cite-ref-24[24]
Note
cite-note-11. ↑ mwaqc(mwaqgmwaqkEN) mwaqomwaqsBhakti, Bhaktī: 41 definitions, su mwaqwwisdomlib.org. mwaq0URL consultato il 2 marzo 2025.
cite-note-22. ↑ Vedi mwaremwaribhakti, mwarmspokensanskrit.de.
cite-note-dalla-33. ↑ Anna Dallapiccola, mwarkInduismo. Dizionario di storia, cultura, religione, traduzione di Maria Cristina Coldagelli, Bruno Mondadori, 2005.
cite-note-44. ↑ Flood 2006, p. 12.
cite-note-55. ↑ Nancy M. Martin, mwasaNorth Indian Hindi Devotional Literature; in mwaseThe Blackwell companion to Hinduism, a cura di in mwasiGavin Flood, Blackwell Publishing, 2003, p. 183.
cite-note-66. ↑ mwasymwascBhajan: Hindu Devotional Music mwasgArchiviatomwask il 24 ottobre 2013 in mwasoInternet Archivemwass., mwas0hinduism.about.com.
cite-note-88. ↑ Flood 2006, p. 209.
cite-note-99. ↑ Flood 2006, pp. 174-176.
cite-note-1010. ↑ Entrambe le correnti sono state successivamente assorbite in tradizioni di più vasta portata, i primi nello mwat4Śaivasiddhānta, i secondi nello Śrivaiṣṇava, ma molti dei canti sono tuttora usati nelle liturgie odierne.
cite-note-1111. ↑ Flood 2006, p. 175 e p. 177.
cite-note-1212. ↑ mwauymwaucAppar, mwaugbritannica.com
cite-note-1313. ↑ Flood 2006, p. 179.
cite-note-1414. ↑ Citato in Gavin Flood, mwau8The Blackwell companion to Hinduism, Blackwell publishing, 2003, p. 139.
cite-note-1515. ↑ «mwavmO sapore infinitamente, dolce di siffatto nettare! Questo desiderio ardente di servire mwavqŚiva lo sterminatore: forse che in lui, nell'attimo di tempo, non si rinnovi sempre quel sapore?» mwavuUtpaladeva, mwavyŚivastotrāvalī, citato in Padoux 2011, p. 179.
cite-note-1616. ↑ mwavoAndré Padoux, mwavsTantra, traduzione di Carmela Mastrangelo, a cura di Raffaele Torella, Einaudi, 2011, p. 179 e segg.
cite-note-1717. ↑ Il testo è di datazione incerta, ma comunque successivo al IV secolo a.e.v. nella sua prima formulazione; più realisticamente composto nei primi secoli dell'era attuale e successivamente anche rimaneggiato.
cite-note-1818. ↑ Flood 2006, p. 180 e p. 186.
cite-note-1919. ↑ Flood 2006, p. 177.
cite-note-2020. ↑ mwawgSwami Vivekananda, mwawkmwawoSwami Vivekananda - Bhakti Yoga, mwawsramakrishna-math.org.
cite-note-2121. ↑ Sedersi, invitare Dio, offrirgli acqua per lavare le gambe, acqua per lavare la bocca, lavare la bocca, lavare le gambe, offrirgli acqua da bere, fiori, incenso, lampade, profumi, cibo, miele o burro chiarificato, indumenti, preghiere, decorare il corpo del Signore.
cite-note-2222. ↑ Da mwaximwaxmBhāgavata Purāṇa mwaxqArchiviatomwaxu il 9 novembre 2013 in mwaxyInternet Archivemwaxc., VII, 5, 23; Cfr.: Sisir Kumar Das, mwaxkA History of Indian Literature, 500-1399, Wellwish Printers, 2005, p. 175.
cite-note-2323. ↑ Flood 2006, p. 180.
cite-note-2424. ↑ Vedi mwayamwayeThe Official Website of The Hare Krishna Movement Organization, mwayiiskcon.org.
Bibliografia
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-filosofiabhakti, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) Wendy Doniger, bhakti, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwazymwazcEsempio di bahjan in onore a mwazgHanuman, mwazkYouTube.